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Category Archives: News&Trend

Coachella 2018, 5 trend da copiare subito!

Coachella 2018, 5 trend da copiare subito!

Ogni anno migliaia di persone si ritrovano a Indio, nel deserto del Colorado per il Coachella Valley Music and Arts Festival. Nato nel 1999, questo festival vede alternarsi, per due weekend nel mese di Aprile, diversi artisti su sette diversi palchi.

Dodici ore di concerti no stop, da mezzogiorno a mezzanotte, appartenenti ai generi più disparati: dall’elettronica all’hip hop, dal grunge all’indie. Ma, come recita il nome per esteso, il festival offre anche esposizioni di street art, installazioni d’arte e i party più cool.  Per questo motivo il Coachella è sempre più atteso dalle style addicted che nella valley, resa per due weekend una vera e propria passerella a cielo aperto, trovano le nuove tendenze per l’estate.

E, se acquistare un pass per il festival è difficile tanto quanto trovare un parrucchiere aperto di lunedi, sia per la velocità con cui si raggiunge il sold out (poche ore), sia per il costo (495$ per il General Admission, 999$ per il Vip), è pur sempre vero che possiamo prendere spunto dai look di chi partecipa al festival per i nostri outfit da vacanza, e respirare anche noi un po’ di quell’aria indie e rilassata che tanto piace del Coachella.

In quest’edizione 2018 che si è appena conclusa, notiamo che se da un lato le mise boho chic, con frange e crop top, si confermano un evergreen, dall’altro lato l’attenzione inizia a spostarsi soprattutto sugli outfit sporty e sul mood urban.

Ecco 5 tendenze da non lasciarti sfuggire quest’estate:

  1. Moderne guerriere indie; basta mixare gli elementi del boho-chic a quelli dello stile militare e street, il must have in questo caso è il pantalone army green, da abbinare rigorosamente ai biker!
  2. Marsupio mai senza; lo stiamo già vedendo nei negozi da diversi mesi, quest’accessorio è stato il vero protagonista del festival, indossato sopra ogni tipologia di look.
  3. Denim all over; il denim non morirà mai, e quest’anno va di moda indossarlo da capo a piedi! Scegliete un minidress, una tuta, un completo top e pantalone o giacca e gonna con lavaggi diversi, insomma quello che più vi piace, purchè sia in total denim!
  4. Logomania il marchio deve essere visibile e super mega gigante, ma attenzione ad  indossare sempre un solo capo con il logo in vista, il too much è consentito solo al Coachella!
  5. 90’s come back; metti un jeans di qualche taglia più grande strappato nei posti giusti, una tee bianca corta in vita e dalle spalle piccole, le chunky sneakers e gli occhiali da sole stretti: più 90 di così si muore!

 

di Lucia Palermo

 

 

 

 

 

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Chiara Ferragni: 5 must have per i tuoi look premaman!

Poche settimane fa è nato Leone Lucia Ferragni, primogenito della coppia più chiacchierata del web, Chiara Ferragni e Fedez. Si è trattato senza dubbio della gravidanza più social di sempre, tutti ne abbiamo seguito gli sviluppi mese dopo mese, curiosi di vedere cosa avrebbe indossato, Chiara che è la regina delle fashion influencers.

E lei, la blogger di “The Blond Salad”, anche durante la gravidanza ha sfoggiato look sempre ricercati nei minimi dettagli e super cool. Chi ha detto che le “mum to be” devono rinunciare ad outfit favolosi? Ecco cinque must have per essere fashion anche mentre si è in dolce attesa!

  • Abiti Romantici: molti look di Chiara sono un mix di seduzione e romanticismo. Non mancano i colori pastello, il pizzo, le gonne plissettate, il tulle, ma anche le scollature e le stampe.

 

  • Vita alta: Non solo i classici pantaloni in cotone con fascia elastica regolabile consigliatissimi dagli esperti, ma anche audaci pantaloni in ecopelle stile “paperbag”, perfetti per essere comode senza rinunciare allo stile! E ancora: la tuta con zip, quest’anno è un must-have da avere nel guardaroba delle future mamme e non

 

  • Scollatura: Ammettiamolo, una delle gioie della gravidanza è il décolletée invidiabile, la stessa Chiara in un post su instagram scrive “Posso tenermi questo seno per sempre”? E quindi perché non sfoggiarlo? Chiara opta per abiti e giacche con scollatura a V, enfatizzando ulteriormente le forme con delle cinture in vita, l’effetto è davvero sensuale!

 

  • Maxi Maglia: Chiara reinventa una delle mise premaman più casual in chiave rock! Una cascata di stampe di band anni ’90 compaiono su maxi tee e felpe over, da portare con leggings o con gli stivali alti al ginocchio, il risultato è super cool!

 

  • Abiti fascianti: Sono finiti i tempi in cui le future mamme indossavano solo capi XXL, sin dai primi mesi Chiara ha indossato minigonne e abiti fascianti, body in pizzo, trasparenze audaci e maglioni che mettono in risalto l’ombelico, con risultati incredibili! Chi l’ha detto che una donna incinta non può essere sexy?

 

Lucia Palermo

 

Abiti Romantici

Abiti Romantici

vita alta

Scollatura

Maxi maglia

Abiti fascianti

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Bebe: una vita “en garde”

La vita spesso ci mette davanti a delle scelte, semplici o difficili, giuste o sbagliate che siano bisogna sempre dover prendere una scelta. 10 anni fa, una piccola ragazzina di 12 anni dovette prendere una delle decisioni più difficili della sua vita. Colpita da una brutta meningite Beatrice (Bebe) Vio ha dovuto sottoporsi ad un intervento per l’amputazione di tutti e quattro gli arti per poter sopravvivere alla sua malattia.

Si dice che senza gambe non si può stare in piedi, si cade, ma lei non è mai caduta. E’ sempre stata in piedi, perché ama troppo la vita, ama troppo il suo sport, la scherma.

Conoscete la storia del calabrone? E’ molto simile a quella di Bebe. Il calabrone non potrebbe volare a causa della forma e del peso del proprio corpo relativamente alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa, e perciò continua a volare. Così come Bebe è l’unica schermitrice al mondo che tira senza braccio armato, solo che lei lo sa, ed è campionessa olimpica. Oltre alle medaglie olimpiche, vanta anche degli ori mondiali, europei, italiani e soprattutto un selfie con Obama alla Casa Bianca.

Una ragazza solare, ironica anche sulla sua malattia, ma non provate a trattarla come una disabile. Noi persone “con tutti i pezzi”, come dice lei, dovremmo prenderci meno sul serio. C’è sempre spazio per migliorare, conoscere nuovi mondi ci aiuta a vivere e così anche le cose semplici diventano stupende.

Questa sua semplicità in perfetto equilibrio con la maturità, l’hanno portata ed essere tra le donne più influenti degli ultimi anni. La sua pubblicità marcata Toyota “As I really am” rispecchia a pieno il nostro #sonocomemiva, mostra che tutto ciò che siamo non è bello, è una figata. Quando siamo liberi di muoverci, tutto diventa possibile.

“Non sogno mai quello che non sono più, quando sogno mi vedo come sono ora, quello che ho conquistato e tutto quello che dovrò ancora diventare. Perché solo quando inizi a sognare l’impossibile, puoi realizzarlo.” ( Beatrice Vio)

 

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Outfit da Oscar: i 5 top e i 5 flop della notte dei riconoscimenti cinematografici più importanti del grande schermo.

Quest’anno gli Oscar, sono stati consegnati in un momento in cui i movimenti anti-molestie stanno cambiando Hollywood e l’intera società. Tuttavia, mentre ai Golden Globe le star hanno reso protagonista il nero per portare al mondo un messaggio importante (contro le molestie sessuali), sul red carpet degli Oscar 2018 hanno deciso di sfoggiare i colori, per trasmettere un nuovo ottimismo.  Il red carpet si è quindi animato di sfumature, dalle tinte pastello a quelle più forti, passando per i bagliori metallici e le stampe floreali.

Giocare con i colori non è semplice, il rischio “overdressed” è sempre dietro l’angolo, soprattutto quando si confonde “ricco” con “importante”, dimenticando che invece la strada verso l’eleganza è quella della sobrietà. A tal proposito,  ritengo che il look più bello in assoluto sia stato quello di Jane Fonda. L’attrice ottantenne ha incarnato alla perfezione l’idea di stile ed eleganza senza tempo con un abito bianco di Balmain che fasciava alla perfezione la silhouette senza apparire volgare o eccessivo. In seconda posizione Nicole Kidman, spettacolare in un abito blu intenso Armani Privè, reso sexy dalla scollatura a cuore e lo spacco profondo.  Incantevole anche Allison Janney, vincitrice del premio “miglior attrice non protagonista” per il film Tonya, che uscirà in questi giorni nelle nostre sale. L’attrice si è presentata in un abito lungo rosso firmato Reem Acra, con maniche a strascico. Radiosa Jennyfer Lawrence, nel suo abito Dior tutto tempestato di pailettes argento. Capelli sciolti ondulati e trucco intenso per far risaltare lo sguardo. Davvero mozzafiato. Eterea Allison Williams, nel suo abito Armani Privè, dai toni delicati ed il corpetto lavorato, Espressione di uno stile sofisticato e femminile.

Jane Fonda

Nicole Kidman

Allison Janney

Jennyfer Lawrence

allison williams

Flop a mio avviso per Whoopi Goldberg, l’abito Christian Siriano da “dama ottocentesca” non valorizza affatto la sua fisicità. Indifendibile anche Adra Day, con un abito dalla stampa floreale in tonalità pastello, dal sapore vagamente hippie. E cosa dire di Haley Bennett? Nessuno dovrebbe presentarsi agli oscar con indosso lo zerbino effetto prato! Nemmeno se firmato Dior! Aimè, tra i peggiori va anche Saoirse Ronan. Se è vero che less is more, è anche vero che la star avrebbe potuto osare un po’ in più, in questo caso l’effetto è scialbo ed insipido. L’abito rosa pesca si confonde con il suo incarnato, il taglio non la valorizza affatto ed il portamento non la aiuta, iù che per il red carpet, sembra pronta per la prima comunione. Lindsay Vonn, al contrario punta su un abito dove c’è proprio di tutto: frange, lustrini, trasparenze e piume. Aggiunge anche un collier che fa a pugni con la scollatura, ma il risultato finale non cambia: bocciata.

Whoopi Goldberg

Adra Day

Haley Bennett

Saoirse Ronan

Lindsay Vonn

 

Lucia Palermo

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THE JACKAL: IL GENIO CHE VINCE

Mio fratello non ha mai visto “Gomorra – La serie”, eppure conosce tutte le frasi più celebri. Come? Grazie ai The Jackal.

L’unione di genio, comicità ed originalità ha portato un gruppo di ragazzi ad essere tra i maggiori influencer italiani. Un vero e proprio esempio di stile, mai banali, volgari o noiosi, sempre sul pezzo. Non a caso varie aziende ( ActionAid, Carrefour, Leerdammer) hanno affidato a loro la propria campagna pubblicitaria.

Milioni di visualizzazioni ad ogni video pubblicato.

E’ impossibile non aver mai visto “Gli effetti di Gomorra”, “Lost in Google”, “30 anni”, “Gay ingenui” e chi più ne ha più ne metta. Sono riusciti a farsi amare raccontando in modo ironico ed originale quelle che sono le vicende giornaliere di tutti noi.

Per tre anni hanno “presentato” Sanremo, chiedendo nei primi due ai cantanti in gara e ai presentatori di ripetere le loro frasi più celebri (ancora meglio se pronunciate in momenti inaspettati), mentre quest’anno grazie alla collaborazione e alla simpatia di Pierfrancesco Favino sono riusciti a vestire i suoi panni, con lo scopo di lanciare un messaggio in mondovisione. Infatti tutte le sere il presentatore e attore romano, con una scusa riusciva ad inserire nel discorso il messaggio:”GNIGNI”. E’ chiaro che questa parola diventata ormai tormentone, non abbia molto senso, ma coinvolge, ti fa sorridere e ti entra in testa.

Questa è la filosofia The Jackal. Sono riusciti, inoltre, a trattare temi delicati come la camorra, con ironia e leggerezza. Lo stesso Roberto Saviano ha collaborato con loro prendendo parte al terzo video de “Gli effetti di Gomorra” dove spiega che grazie a questa loro ironia, si possono smontare quelle che sono le immagini stereotipate di quei personaggi.

The Jackal sono la prova vivente che i sogni possono diventare realtà. Sono partiti in tre e ogni anno aumentano sempre di più. Non si sono lasciati condizionare da quelli che da ragazzini li definivano sfigati a causa della loro passione per la tecnologia, ma anzi, sono andati avanti coronando il loro sogno, ovvero quello di realizzare un film completamente ideato e interpretato da loro.

E’ forse per questo che ci sentiamo molto vicini a loro, perché come noi hanno adottato la filosofia del #sonocomemiva.

 

 

 

 

 

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Meme: la nuova hair collection firmata ColorStore

Per inquadrare i cambiamenti e le evoluzioni culturali lo scienziato Richard Dawkins in un libro del 1976, introduce un concetto parallelo al Gene: Il MEME.

Si tratterebbe di idee e concetti che passano di cervello in cervello in modo contagioso.

Richard Dawkins è padre di un concetto estremamente potente: il meme, il cui significato ad oggi è utilizzato per indicare frasi, immagini, filmati, gif, personaggi, disegni che attraverso i social network diventano celebri, associandosi ad  un contesto di non-sense dell’umorismo della rete. Rappresentano un vero e proprio tormentone e si diffondono in maniera virale sul web.

Ma il concetto di Meme, così’ come è stato creato va molto oltre, ponendosi infatti alla base della teoria dell’evoluzione della mente umana: esprime infatti l’evoluzione attraverso entità individuali che si replicano e si tramandano nel corso delle generazioni.

Nell’elaborazione dello scienziato per “MEME” si intende qualsiasi espressione culturale, un’idea che si tramanda, una moda, riti, parole, concetti, strategie, espressioni artistiche.

Secondo la sua visione la fede è uno dei Meme più persistenti ma anche le canzoni famose perché magari hanno un ritmo che si ricorda facilmente.

I MEME di successo generano a loro volta altri MEME proprio come avviene per i geni; si diffondono tra la popolazione, vanno di cervello in cervello, subiscono l’imitazione e si affermano come cultura, contribuendo al progresso.

Il concetto è molto simile alla selezione naturale di Darwin, l’unica differenza è che mentre l’evoluzione genetica è estremamente lenta, l’evoluzione culturale si diffonde a velocità pazzesche.

 

Per il Concept di questa collection ci siamo ispirati alla semplicità, la leggerezza e l’ironia di alcuni famosi MEME e la scelta di questo nome nasce proprio per l’estrema versatilità delle proposte di questa Collezione.

I tagli sono pratici, dinamici e contemporanei. I colori sono luminosi, vibranti e intensi. Elementi che rendono facilmente condivisibili le proposte di questa Collezione.

 

Rosita è il taglio dell’anno, un corto molto di moda in questo 2018 che unisce praticità e stile. E’ una fusione tra Bowl cut e Pixie cut in una versione del tutto nuova. Freschezza, versatilità, praticità, tra suggestioni maschili e il tocco iper-femminile dato dal ciuffo. Lo Styling può essere liscio e ordinato oppure mosso e “spettinato”, per conferire al taglio Rosita un attidudine più urban Rock.

In abbinamento a Gear: un servizio di colorazione esclusivo ColorStore, un’armonia di contrasti e sfumature che si fondono perfettamente con la base. Gear si può realizzare con qualsiasi colore di base: le sfumature possono essere delicate e leggere per chi vuole un effetto naturale, si possono scegliere colori contrastanti per uno stile più aggressive, colori pastello per un effetto moda o fluo per chi ama osare.

Per chi proprio non sa rinunciare ai capelli lunghi, Fiò rappresenta la soluzione perfetta. Un taglio lungo dal perimetro pari, caratterizzato da capelli sfilati e morbidi sulle lunghezze e scalati e leggeri ai lati. Il ciuffo all’altezza delle labbra aggiunge sensualità agli styling lisci oppure ondulati.

  

Sinful Color: tutte le sfumature del rame per una miscela di colori che evoca un sogno, una tecnica esclusiva di colorazione ColorStore. Il segreto è tutto nel nome “peccaminoso”. Si può giocare con contrasti tenui oppure colori più estremi. Ad ogni donna un flusso di colore personalizzato, unico, come un abito cucito addosso.

Taglio e colore si prestano perfettamente per un morbidissimo semiraccolto molto elegante per le amanti del lungo, uno styling che lascia libero il volume delle onde nella parte posteriore e nel ciuffo. Una giusta via di mezzo: casual ma chic, facile da portare e versatile.

Nella collection ci sono anche due proposte maschili:

ZeroNove è un taglio dallo stile retrò, adatto a chi ama sentirsi libero di cambiare quando vuole. I lati e la nuca sono corti, con una sfumatura delicata, il centro testa è decisamente più lungo e scalato con il ciuffo asimmetrico. Styling liscio stile retro (schiacciato nelle tempie con il ciuffo gonfio), sobrio ed elegante (con la riga di lato e ciuffo liscio) oppure natural/wild con cuffo ondulato sulla fronte.

Anche qui abbiamo applicato la tecnica Gear, realizzando degli effetti luce caramel.

James: due sole parole: gioventù bruciata. Ispirato agli anni ’50, questo taglio è un vero Cult per gli amati dello stile rockabilly; nuca e lati corti ma attenzione, non troppo rasati e ciuffo alla James Dean. Cosa vi serve per realizzare questo look? Semplicemente una pasta texturizzante effetto matt che non appiccichi e non unga, vi basterà applicarla sui capelli asciutti ai lati e sulla nuca, lasciando il ciuffo voluminoso. In questo caso abbiamo realizzato degli effetti luce Honey con la tecnica Gear.

Meme è creatività, Meme è ironia, Meme è un’idea e noi l’abbiamo espressa così:

 

Per vedere l’intera collezione sfoglia il nostro magazine qui —> MemeCollection

 

Grazie a chi ne ha fatto parte

Art director: Giuseppe Marano
Photo & set director: Giuseppe Pirozzi
Make Up: Laura Portomeo
Stylist: Corinna Chood Tsukiji Fusco
Graphic designer: Laura Palmentieri
Hair Stylist: Giuseppe Marano, Salvatore Marano, Dario Reale
Model: Fiorenza D’antonio, Rosita Vallefuoco, Lary Allen Deering, Carmine Matacena

Un ringraziamento speciale ad Ida Fuga ed Emsibeth cosmetics per aver creduto in questo progetto.

Grazie a:

  • Lorenza Lombardo, Luigi Russo e Raffaele Mala Via Marano per le preziose idee.
  • Ersilia Marfella, Angela de Pompeis, Gianni Katia Lamagna per il grande impegno.
  • Marco Perez per aver innescato le motivazioni giuste.
  • Alessandra Tadei per i consigli.
  • Gino J. Sarnacchiaro e Dino Caputo per l’amicizia che ci lega e le chiacchierate sempre molto costruttive.
  • Mario D’onofrio e Carmine Di Maio per il sostegno.
  • Lucia Palermo per il grande aiuto e per essere sempre al nostro fianco.
  • Mauro Russo per le foto e video back stage.
  • Anna Pernice per aver condiviso con noi la sua grande professionalità.

 

Grazie a tutti quelli che fanno parte della nostra famiglia, a chi ci segue, a chi si affida al gruppo ColorStore.

 

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Milano Fashion Week, tutto quello che abbiamo visto e che vedremo.

Appartengo alla generazione anni ’90. La generazione che ha visto nascere le Top Models. Donne come Cindy Crawford, Naomi Campbell, Christy Turlington e Linda Evangelista, che dominano le passerelle con la loro bellezza. La generazione che ha visto Madonna indossare il reggiseno con le coppe a forma di cono diventato un cult. In tv c’è Beverly Hills 90210 e tutte le adolescenti non vedono l’ora di imitare i look di Brenda e Donna. Per non parlare del taglio di capelli di Jennyer Aniston in Friends, probabilmente è stato il più richiesto negli anni ’90.

Questo è anche il decennio in cui Tom Ford diviene direttore creativo di Gucci, marchio che all’epoca era sull’orlo della bancarotta. Tom Ford rivoluziona lo stile di Gucci, proponendo una donna molto sensuale, con abiti cut-out fascianti, pellicce dai colori pop, inserti metallici e stivali in pitone. Il tutto corredato da una provocatoria campagna pubblicitaria.

L’anno seguente, le vendite aumentano del 90%, il brand è salvo.

Gucci, 2015: Alessandro Michele debutta rivoluzionando nuovamente lo stile della maison, puntando tutto sullo stile androgino e anticipando di anni la cancellazione dei confini di genere. Il successo è immediato. E, negli anni, il suo essere anticonformista, caotico e straboccante continua a vincere. Tutti criticano i mocassini con l’interno in pelo, mesi dopo, tutti ne possiedono un paio (Se non di Gucci, di brand low cost); e tutti i brand imitano la storica Dionysus Bag, nel momento in cui lui la ripropone ricoperta di patch.

Ma veniamo ai giorni nostri, all’ultima sfilata di Gucci, quella di due settimane fa, la più chiacchierata di sempre. L’idea di allestire una sala operatoria nell’head quarter dell’azienda e di portare in passerella creature ibride con teste mozzate e mini draghi ha spiazzato tutti, e scandalizzato re Giorgio Armani, che ha condannato questa “voglia di strafare a ogni costo”. Tuttavia, questa trovata macabro-chic ha ottenuto la totale attenzione dei social, dove addirittura spopola l’hashtag #GucciChallenge, con una serie di foto di persone con in mano una testa.

Gucci

Ma non solo Gucci ha giocato a “esagerare”, Moschino ha conquistato la platea portando in passerella una Jackie Kennedy in chiave super pop. L’eleganza è quella molto bon-ton degli anni Sessanta ma i colori sono fluo. Le sue modelle-aliene, con il viso dipinto di blu e arancione sembrano delle Barbie disegnate da Andy Warhol.

Moschino

E ancora, Tod’s vince facile, facendo sfilare Gigi Hadid e le altre modelle con sotto il braccio dei cagnolini.

Tod’s

Insomma, la settimana della moda che si è appena conclusa, ha aperto la strada a riflessioni sul particolare momento storico che stiamo vivendo, sull’esigenza di cambiamento, di rottura degli schemi. Forse perché siamo al delirio. Perché abbiamo quattro collezioni all’anno, più le pre-collezioni, le capsule, i profumi ed il make-up. Siamo continuamente bombardati “da oggetti del desiderio” da avere a tutti i costi e subito. I social infatti alimentano la voglia di avere subito quello che ci piace in foto, senza pensare che invece ci toccherà aspettare sei mesi, perché quelle che hanno sfilato sono le collezioni A/I 2018-2019. E forse, per allora, ne saremo già stanchi. Un gioco al massacro che in pochi reggono, e che in molti affrontano puntando all’eccesso.

Altri invece giocano in difesa, legandosi al passato e alla tradizione, Prada ad esempio ha usato tantissimo nylon, tra i tessuti che ne fecero la fortuna negli anni Novanta, mentre Alberta Ferretti, Krizia e Lorenzo Serafini di Philosophy hanno riproposto gli anni Ottanta, e Roberto Cavalli non si è liberato dal connotato stile animalier. E poi, c’è Dolce & Gabbana, che sfugge come sempre ad ogni possibilità di catalogazione, aprendo la sfilata con borsette trasportate su dei droni, ma mantenendo lo stile di sempre, fatto di tradizione e sacralità, si sono viste modelle con la maglia dalla scritta “Santa moda ora pro nobis”, e poi angeli, Madonne e simboli sacri.

Prada

Alberta Ferretti

 

Lorenzo Serafini

Roberto Cavalli

Dolce e Gabbana

E, questo remix di passato e futuro, rende difficile identificare uno stile cardine del prossimo inverno. Ci sarà davvero tutto, dal cappotto doppiopetto al bomber, dai maxi-dress in maglia ai micro pull, dalle scarpe con tacco altissimo alle sneakers, passando per il tartan, il denim vissuto e le frange, senza mai abbandonare il total black. Occhio però a non dimenticare il passamontagna!

 

Lucia Palermo

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Jova e Ghali: generazioni di fenomeni!

Anagraficamente agli antipodi, ma estremamente vicini mediaticamente. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti e Ghali Amdouni, ovvero Ghali, rappresentano il significato di “fenomeno” al 100%.

Apparentemente, possono sembrare due personaggi lontani anni luce, eppure hanno molte cose in comune.

Una tra tutte è l’amore verso il Re del Pop, sua maestà Michael Jackson. Sono vari infatti i riferimenti che i due artisti fanno a Michael, possiamo notare ad esempio come la copertina dell’album di Ghali (lui stesso ha dichiarato di essersi ispirato al cantante) si rifaccia appunto all’album Dangerous, mentre Jova nel suo singolo “Sabato” dice apertamente: “ vorrei ballare come Michael nel video di Bad”. Non si può negare, dunque, che abbiano gusti musicali oltre che simili anche assolutamente ottimi.

Abbiamo scelto di parlare di queste due icone, non solo per la loro grandezza come artisti, ma anche perché sono dei “portatori di trend”.

E’ innegabile il fatto che abbiano uno stile tutto loro, preciso, studiato e funzionante.

Il primo, ad esempio, ha inaugurato a fine ottobre 2017 un suo negozio a Milano chiamato “Jova Pop Shop”, aperto però solo fino al 10 dicembre 2017. Un’autentica scelta di marketing che ha portato i suoi frutti, infatti lo store del cantante era pienissimo tutti i giorni.

 

L’italo-tunisino, invece, ha una vera e propria linea di abbigliamento: “STO Clothing”, dove si può acquistare via internet qualsiasi tipo di capo.

Tra i due non sono mancati i complimenti. In varie interviste Jovanotti ha parlato del suo collega definendolo: “un patrimonio da proteggere” (intervista rilasciata a Rolling Stones), mentre Ghali spesse volte ha detto di essere onorato del fatto che quest’ultimo parlasse bene di lui e che molti lo definivano il “nuovo Jovanotti”.

 

Insomma questi due ragazzi sono bravi, hanno stile, si scambiano complimenti e sono anche fan l’uno dell’altro. Come si può vedere dai profili Intagram dei due artisti, Ghali ha assistito al concerto del suo collega al Forum di Milano, con tanto di foto backstage post concerto. Un’immagine che fa bene al movimento musicale italiano. Niente maschere, niente invidie, solo sorrisi e apprezzamenti tra due colleghi che hanno un pubblico diverso ma la stessa idea di messaggio. Generazioni di fenomeni tanto diverse quanto simili.

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Tanti auguri a Millie Bobby Brown, la ragazza sottosopra

Spegne oggi le sue candeline l’adolescente protagonista della nota serie tv Stranger Things, che ha spopolato in tutto il mondo, fa parlare di sé non solo in quanto attrice straordinaria ( Miglior prova attoriale in una Serie TV agli MTV Awards più varie candidature a miglior attrice), ma anche come personaggio dello spettacolo.

Millie (o Undi come il suo personaggio nella serie), essendo anche una modella, ha fatto parlare spesso di sé e dei suoi outfit indossati in diversi eventi. Per questi motivi la definiamo una “ragazza sottosopra”.
È abissale la differenza che c’è tra il personaggio che interpreta e quella che è veramente.
Nella serie TV veste i panni di una bambina scappata da un laboratorio segreto, nel quale le hanno rasato i capelli e, soprattutto, fatto degli esperimenti che le hanno donato dei poteri sovrannaturali. Nella realtà, invece, può sembrare una normalissima adolescente, visto che all’anagrafe leggiamo Febbraio 2004, ma esce fuori da quelli che possono essere i canoni di una normale 14enne del terzo millennio, non a caso è finita nei brand di moda più cool come Calvin Klein e Coach.
Infatti, con il suo vestito Calvin Klein indossato al Golden Globe 2018, la Brown, ha suscitato scalpore. L’hanno definita: “una bambina vestita da 30enne”, per noi è semplicemente una ragazza con stile, a tratti controcorrente e che ama la musica rap di Drake.
Ma cosa vi aspettavate da una ragazza che riesce ad aprire una varco tra questo mondo e quello parallelo?

Millie Bobby Brown, Undi, stranger things

 

Millie Bobby Brown, Undi, stranger things

 

Millie Bobby Brown, Undi, stranger things

 

Millie Bobby Brown, Undi, stranger things

 

Millie Bobby Brown, Undi, stranger things

 

Millie Bobby Brown, Undi, stranger things

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Il meglio ed il peggio dei look di Sanremo 2018

Pettegolezzi sotto il casco: Il meglio ed il peggio dei look di Sanremo!

Martedì mattina, il profumo del caffè e alcune cose da ricordare di Sanremo 2018: un disturbatore che fa irruzione a 30 secondi dall’inizio, la simpatia di Fiorello, Rosa Trio, Baglioni che canta con tutti gli ospiti, il caso Meta-Moro, prima accusati di plagio, e infine vincitori. La nonnina ballerina dei Lo Stato Sociale, Baglioni che imita Virginia Raffaeli che imita Belen, Michelle che scende a baciare suo marito, Favino che porta fiori e panini a moglie e figlie per farsi perdonare di un balletto “troppo spinto” (se non altro è un uomo che ha capito cosa desiderano davvero le donne). Il “Buonasera” più famoso è quello detto da Noemi la terza serata, al quale un imbarazzato Baglioni ha risposto “Eh si, è proprio una buona sera….” (e so che tutti ricorderete perché).

La moda, raccontata nei favolosi abiti indossati da Michelle, con il nome di Armani, di Alberta Ferretti, di Trussardi, Moschino e di nuovo Armani; perché se c’è un nome che incarna a pieno l’idea di “moda senza tempo”, quel nome è Armani.

Personalmente i look che ho preferito sono stati proprio quelli firmati Armani.  Come dimenticare la profonda scollatura della prima serata? Riproposta sul palco anche dalla cantante Noemi che non ha però saputo tenere il décolleté sotto controllo come aveva fatto, invece, la presentatrice.

Armani prima serata

Armani 5 serata

Noemi terza serata

 

Degli abiti di Alberta Ferretti, indossati nella seconda serata,  salvo solo l’abito lungo rosso, anche questo con scollo profondo (segnatelo in promemoria, sarà di tendenza quest’estate)!

Alberta ferretti 2 serata

 

Gli abiti firmati Trussardi sono stati, a mio avviso,  i peggiori. Ero davvero curiosa di vedere cosa era stato pensato per lei da questa maison, inutile dirvi il mio sbigottimento quando l’ho vista scendere le scale con il primo abito: un tailleur-abito, metà bianco e metà nero (e ditemi voi in quale universo una donna vorrebbe indossare il bianco solo nella metà di sotto; dal momento che il bianco, si sa, ingrassa, e per noi donne i fianchi sono sempre un cruccio); austero, sobrio, quasi datato. Una serietà marcata ulteriormente dalla pettinatura anni ’20 pensata per quella serata.  No, quegli abiti non parlavano di Michelle, o almeno non della Michelle, simpatica, ironica ed energica che conosciamo.  E non rendevano affatto giustizia al suo fisico. Salvo, ma con una sufficienza, l’abito rosa, decisamente più giovanile e fresco, peccato che la conduttrice indossasse quell’abito al momento della dedica fatta alle donne e alla lotta contro la violenza sulle donne (veicolare un messaggio così importante attraverso una donna bionda vestita di rosa è davvero il peggiore dei clichè, e mi auguro che non sia stato voluto).

Trussardi 3 serata

 

Bocciati anche due abiti di Moschino, la tuta con fiocco gigante sul fondoschiena, color rosa shocking (ma anche mai!),e  il frac con strascico che fa direttore d’orchestra più che presentatrice.

Ho letteralmente amato, invece l’ultimo abito firmato Moschino, simile ad un fiore, i cui petali vanno a formare la gonna principesca. In tutte le sfumature del viola, colore di tendenza di quest’anno.  Femminile, maestoso e al tempo stesso delicato, praticamente perfetto.

 

Lucia Palermo

Moschino 4 serata

Moschino

 

 

 

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