Anagraficamente agli antipodi, ma estremamente vicini mediaticamente. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti e Ghali Amdouni, ovvero Ghali, rappresentano il significato di “fenomeno” al 100%.

Apparentemente, possono sembrare due personaggi lontani anni luce, eppure hanno molte cose in comune.

Una tra tutte è l’amore verso il Re del Pop, sua maestà Michael Jackson. Sono vari infatti i riferimenti che i due artisti fanno a Michael, possiamo notare ad esempio come la copertina dell’album di Ghali (lui stesso ha dichiarato di essersi ispirato al cantante) si rifaccia appunto all’album Dangerous, mentre Jova nel suo singolo “Sabato” dice apertamente: “ vorrei ballare come Michael nel video di Bad”. Non si può negare, dunque, che abbiano gusti musicali oltre che simili anche assolutamente ottimi.

Abbiamo scelto di parlare di queste due icone, non solo per la loro grandezza come artisti, ma anche perché sono dei “portatori di trend”.

E’ innegabile il fatto che abbiano uno stile tutto loro, preciso, studiato e funzionante.

Il primo, ad esempio, ha inaugurato a fine ottobre 2017 un suo negozio a Milano chiamato “Jova Pop Shop”, aperto però solo fino al 10 dicembre 2017. Un’autentica scelta di marketing che ha portato i suoi frutti, infatti lo store del cantante era pienissimo tutti i giorni.

 

L’italo-tunisino, invece, ha una vera e propria linea di abbigliamento: “STO Clothing”, dove si può acquistare via internet qualsiasi tipo di capo.

Tra i due non sono mancati i complimenti. In varie interviste Jovanotti ha parlato del suo collega definendolo: “un patrimonio da proteggere” (intervista rilasciata a Rolling Stones), mentre Ghali spesse volte ha detto di essere onorato del fatto che quest’ultimo parlasse bene di lui e che molti lo definivano il “nuovo Jovanotti”.

 

Insomma questi due ragazzi sono bravi, hanno stile, si scambiano complimenti e sono anche fan l’uno dell’altro. Come si può vedere dai profili Intagram dei due artisti, Ghali ha assistito al concerto del suo collega al Forum di Milano, con tanto di foto backstage post concerto. Un’immagine che fa bene al movimento musicale italiano. Niente maschere, niente invidie, solo sorrisi e apprezzamenti tra due colleghi che hanno un pubblico diverso ma la stessa idea di messaggio. Generazioni di fenomeni tanto diverse quanto simili.